2005 Ravenna: PIAZZA SAN FRANCESCO E AREA DANTESCA

Intervento:

Il sistema di illuminazione adottato per la Piazza di San Francesco, crea un’illuminazione omogenea ed uniforme sottolineando gli spazi e le membrature architettoniche della Chiesa con il relativo campanile e del palazzo della Provincia con i portici sottostanti.

Per raggiungere tali obiettivi sono stati utilizzati proiettori VM Street che rendono possibile questa suggestiva illuminazione; sono stati posizionati sugli edifici circostanti mediante staffe appositamente progettate con design semplice e funzionale in modo da non renderli estranei al contesto nel quale sono inseriti.

Tali proiettori sono in grado di modellare la luce sui monumenti senza sporcare l’architettura con ombre indesiderate in quanto sono equipaggiati con ottiche zoom regolabili e sagomatori. In questo modo non solo il monumento è restituito alla vista del visitatore in modo naturale ma si limita anche al massimo l’inquinamento luminoso. Tutti i proiettori sono equipaggiati con lampada a ioduri metallici Mastercolour CDM da 150W.

L’illuminazione del porticato è stata realizzata mediante corpi illuminanti a luce indiretta, di ridottissime dimensioni, con lampade alogene a parabola dicroica da 35 W con fascio orientabile, installati sui capitelli per ridurre al minimo l’impatto visivo.

Il sistema di illuminazione realizzato per Vie Santi, da Polenta e D. Alighieri, evidenzia tutti gli elementi di pregio artistico ed di importanza storica in essa adiacente.

Lasciando inalterato lo stile delle lanterne, sono state apportate modifiche alle stesse con la satinatura dei vetri e con la sostituzione delle lampade al sodio, di scarso rendimento cromatico, con lampade a ioduri metallici Mastercolour CDM con temperatura di colore di 2800 K.

Il giardino e il Quadrarco di Braccioforte sono stati illuminati mediante l’utilizzo di lampade alogene a parabola dicroica con fascio orientabile, installate su appositi proiettori di dimensioni molto compatte.

Grazie al Sistema Digilux VM3000 inoltre, è stato possibile regolare correttamente tutte le fonti luminose più critiche, consentendo una corretta lettura e valorizzazione delle architetture e degli elementi e spazi.

Cenni Storici:

La Basilica originale del V sec. era dedicata ai SS. Apostoli, poi a S. Pietro Maggiore, nulla però rimane dell’originale costruzione poiché nel X-XI secolo la chiesa venne completamente rifatta; sempre in questo periodo venne anche costruito il robusto campanile quadrato. La chiesa si presenta in linee assai semplici; la facciata in umile laterizio a vista è movimentata al centro da una piccola bifora. Davanti alla chiesa si estende una quieta piazzetta.

La Basilica è passata alla storia soprattutto per i ricordi legati alla memoria di Dante. Il Poeta, esiliato da Firenze, dopo varie peregrinazioni, giunse a Ravenna verso il 1317, accolto da GUIDO NOVELLO da POLENTA, Signore delle città. In questa Basilica, dove spesso ha sostato in preghiera, i Francescani hanno celebrato i suoi solenni funerali (settembre 1321). Sin dalla giovinezza, il Poeta ha avuto stretti rapporti con i Frati Minori.

Dante ha frequentato la loro scuola di S. Croce in Firenze e, più tardi, attratto dalla spiritualità francescana, è entrato nel TERZO ORDINE, che il Poverello di Assisi aveva fondato per andare incontro alle esigenze delle gente che, dovendo rimanere nel mondo, desiderava vivere più intensamente il Vangelo. Quanto grande fosse l’ammirazione di Dante verso “il tutto Serafico in ardore”, emerge dal Canto XI del Paradiso, dove la sua poesia raggiunge vertici altissimi. I francescani, per tradizione, hanno sempre tenuto nella massima stima la figura e gli studi del Sommo Poeta.

Nei pressi della Basilica di San Francesco sorge la Tomba di Dante che morì esule a Ravenna il 13 settembre 1321. E’ una piccola costruzione in stile neoclassico costruita da Camillo Morigia nel 1780. Dalla volta del tempietto pende una lampada votiva alimentata dall’olio dei colli toscani, offerto ogni anno dalla città di Firenze in occasione dell’anniversario della morte del poeta. L’area circostante la tomba di Dante è detta “zona dantesca” ed è area di silenzio.

 
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