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Intervento
La collaborazione fra la direzione del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento e la nostra società, ha portato alla realizzazione di questo importante intervento di valorizzazione e rifunzione serale dell’Area Archeologica attraverso la creazione di un percorso permanente gestito dal sistema integrato d’illuminazione ad effetto e suggestioni.
Gli effetti che avvengono durante il percorso di suggestioni sono gestiti dal software del DigiLux VM3000® che, tramite un unico computer centrale, è in grado di dosare esattamente l’intensità di ogni singolo punto luce, di sonorizzare le diverse zone con testi e brani musicali appropriati, lanciare routine di effetti e suggestioni.
L’impianto è estremamente flessibile, cosicché può essere variato, integrato e modificato in qualsiasi momento direttamente dal monitore touch-screen del computer centrale.
La postazione centrale è costituita da due rack nei quali sono contenuti il computer principale, il master centrale, le connessioni in fibra ottica, la matrice audio remotata, gli amplificatori audio di potenza.
L’attivazione di ogni Percorso di Suggestioni avviene grazie a badges elettronici in dotazione al personale che gestisce le visite serali e che accompagna le persone lungo le diverse stazioni del percorso.
Nei vialetti, in particolare, per ridurre al minimo l’impatto visivo, sia di notte che di giorno, si sono utilizzati speciali corpi illuminanti da noi appositamente ingegnerizzati e costruiti.
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Cenni Storici
“Il mondo greco ha lasciato sulla Collina dei Templi uno dei complessi architettonici più imponenti dell’antichità ma la storia urbanistica e politica di Akragas/Agrigentum va ben oltre quei suoi monumenti spettacolari per riassumere le vicende che nel bene e nel male coinvolsero per circa un millennio le maggiori potenze mediterranee”.
Il territorio agrigentino è stato abitato fin dalla preistoria, come dimostrano le stazioni riferibili all’età del Rame e del Bronzo, individuate nelle immediate vicinanze della città attuale. Alla fine del sec. VII a.C. risalgono i primi segni di influenza greca (necropoli arcaica di Montelusa in prossimità della costa, a ovest dell’odierna San Leone), che divengono sempre più consistenti agli inizi del sec. VI a. Cristo. La fondazione di Akragas (Agrigentum dei Romani) per opera di coloni rodii e gelesi condotti dagli ecisti Aristonoo e Pistilo, segna un’importante tappa nel processo di espansione verso l’interno e lungo la fascia costiera della colonia-madre Gela. Tale fondazione va collocata intorno al 580 a.C., e pone Agrigento fra le ultime colonie greche fondate in Sicilia. La città, poco distante dal mare e protetta, a nord, dalle colline dell’acropoli, cresce rapidamente per estensione e per importanza politica; durante il governo del tiranno Falaride (570-555 a.C.) si consolida il primo nucleo urbano, e probabilmente nello stesso periodo viene costruita la cinta delle mura (di cui rimangono lunghi tratti), concepita come potenziamento delle difese naturali del sito col rafforzamento dei punti più deboli. A questa fase sono da riferire alcuni edifici di culto, posti nell’angolo sud-ovest della collina dei Templi (parte del Santuario delle divinità ctonie e altri piccoli sacelli).
La politica espansionistica, avviata già a partire dalla metà del sec. VI a.C., raggiunse i massimi risultati durante il governo del tiranno Terone (488-473 a.C.) che, con la vittoria di Imera sui Cartaginesi (480 a.C.), estese il suo controllo militare sul vastissimo territorio compreso tra la costa meridionale e la costa tirrenica, e delimitato a est dal F. Salso (o Imera Meridionale) e a ovest dal F. Plàtani (l’antico Halykos). La vittoria di Imera accresce lo sviluppo economico della città e promuove una fioritura di manifestazioni artistiche, che trova riscontro nella costruzione quasi contemporanea dei magnifici templi sul limite meridionale della collina. In questo clima culturale visse e operò Empedocle, filosofo, medico, oratore, noto e venerato in Grecia, oltre che in Sicilia. Gli scavi non hanno restituito precise testimonianze dell’organizzazione dell’impianto urbano di questo periodo: all’interno del quadrilatero delimitato dal naturale andamento del terreno e definito dalle opere di fortificazione, la città dovette estendersi ad occupare l’area dell’attuale Valle dei Templi, secondo lo schema regolare che, probabilmente, costituì la matrice della città ellenistico-romana. Nella seconda metà del sec. V a.C. ad Agrigento s’instaura un regime democratico e la città gode di una relativa tranquillità, fino a che nel 406 a.C., viene assediata, saccheggiata e incendiata dai Cartaginesi, impegnati nella conquista dei territori della Sicilia occidentale. Dopo un periodo di abbandono, risorse con Timoleone, vincitore dei Cartaginesi (340 a.C.), considerato suo secondo fondatore: la città venne riedificata nello stesso sito, secondo un nuovo piano urbanistico, in parte ancora leggibile negli scavi del cosiddetto “quartiere ellenistico-romano”.
Per la sua posizione all’interno del territorio controllato da Cartagine, Agrigento stabilì con questa, patti di alleanza; fu conquistata dai Romani una prima volta nel 262 a. C. e, definitivamente, nel 210 a.C.
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