2003 Napoli: PIAZZA CAVOUR
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Intervento:

Il contesto in cui ci siamo trovati ad operare si rivela di enorme complessità se si considerano tutte le componenti che concorrono ed interagiscono nell’attuale configurazione della Piazza.

Luogo brulicante di folla, posto tra il centro antico ed il quartiere Sanità, caratterizzato da una notevole densità abitativa, vissuto in egual misura dal cittadino e dal turista.

Il progetto ha previsto pertanto l’utilizzo di tipologie di corpi illuminanti tali da garantire in maniera efficiente la fruizione degli spazi e dei percorsi sia viari che pedonali.

Per quanto riguarda la parte interna della piazza, attrezzata a verde, sono stati previsti corpi illuminanti equipaggiati con 2 lampade CDM-T da 70 W su palo tipo Napoli da circa 6 metri ad un braccio per l’illuminazione dei vialetti.

L’illuminazione delle aiuole è stata realizzata con proiettori da incasso con lampada CDM-T da 150 W, in grado di allargare o restringere il fascio luminoso in relazione all’ottica scelta di volta in volta per l’illuminazione di essenze di varie dimensioni e altezze.

L’illuminazione del percorso viario a maggior flusso di traffico è stata ottenuta mediante pali, tipo Napoli, di altezza di circa 9 metri ad uno o due bracci, equipaggiati con 3 lampade CDM-T da 150 W.

La lanterna proposta ha una curva fotometrica tale da non concentrare la diffusione della luce solo sulla strada, ma di allargare il fascio anche sulle zone circostanti in modo da consentire una visione quanto più possibile uniforme ed ampia del contesto, evitando quell’effetto di chiusura che tanto caratterizza, invece, l’utilizzo delle tesate aeree.
Cenni Storici:

Piazza Cavour, sviluppatasi nel ‘600 oltre le mura della città antica, è situata ai piedi della collina di Capodimonte, nella parte Nord Ovest della città: una delle zone più trafficate di Napoli.

Nel 1767, in occasione del matrimonio di Ferdinando IV, durante la reggenza presieduta da Bernardo Tanucci, venne iniziata la sistemazione di S. Carlo Arena, ora via Foria, che doveva divenire il simbolo della Città Nuova.

Il progetto di questa arteria, che confluisce nella piazza, venne promosso dall’arch. V. Ruffo che, tra l’altro, portò a termine il prolungamento della Villa di Chiaia, la sistemazione del Largo di Palazzo, l’Orto Botanico e la costruzione di via Posillipo.

La piazza rivela subito la sua importanza per la presenza di edifici quali: il Museo Archeologico Nazionale, la Galleria Principe di Napoli, la chiesa settecentesca della Madonna del Rosario alle Pigne di Arcangelo Guglielmelli. 

Nello stesso tempo rappresenta un punto nodale di raccolta e smistamento delle attività cittadine: da quelle commerciali a quelle turistiche, con la presenza di molti negozi, di edifici scolastici, di una stazione della metropolitana e dello stazionamento di autobus e taxi.

La piazza, attualmente, è arredata con aiuole  al cui interno vi sono i busti di G. Mazzini, di M. R. Imbriani e di Mariano Semmola.

 

 
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