Gli impianti di illuminazione nella Villa Comunale sono stati realizzati da più aziende. Compito della nostra società è stato quello di progettare e realizzare l’illuminazione delle statue, dei tempietti, delle facciate degli edifici e delle principali essenze.
Nel breve tempo di 40 giorni abbiamo realizzato una rete con più rami in cavo elettrico e fibra ottica con armadi di distribuzione sparsi opportunamente per contenere le protezioni relative e le necessarie schede elettroniche per la regolazione delle sorgenti luminose, per il controllo del loro stato di funzionamento, per la gestione delle telecamere per il controllo ambientale.
Anche questa realizzazione è controllata dal nostro sistema DigiLux VM3000® che, grazie ad un computer centrale, è in grado di gestire, integrandoli sugli stessi cavi, i segnali di regolazione dell’illuminazione, delle telecamere ambientali, dell’audio e di servizi diversi, quali l’innaffiamento automatico, i semafori per il controllo del traffico, il controllo di parcheggi, la messaggistica turistico-commerciale, ecc.
La sala regia dell’intero impianto, installata in una palazzina sede della Direzione della Villa, è costituita da una consolle operativa posta in un rack contenente i monitori delle 26 telecamere sparse lungo la Villa Comunale, nonché gli apparati di controllo e registrazione ed il computer centrale Digilux.
I corpi illuminanti utilizzati sono di tipo diverso in base agli oggetti da illuminare.
Nonostante il pochissimo tempo a disposizione abbiamo attentemente curato l’apertura dei fasci luminosi sia con calcoli a tavolino sia con qualche prova pratica.
Abbiamo, cioè, cercato di illuminare solamente gli oggetti di nostro interesse, senza innondarli di lumen e lasciando, come nel caso delle statue e dei tempietti, le opportune ombre onde creare un effetto piacevole nel rispetto delle singole forme architettoniche.
Per le palme aventi un fusto alto fino a 30 metri, per esempio, abbiamo cercato di illuminare solo il fogliame tenendo in ombra il tronco.
Cenni Storici:
Villa Comunale, magnifico parco pubblico si estende per oltre un chilometro tra Piazza Vittoria e Piazza della Repubblica, fiancheggiato da via Caracciolo e dalla Riviera di Chiaia.
Agli inizi del Seicento il tratto che va da Piazza Vittoria a Piedigrotta era una spiaggia arenosa.
Nel 1697 il viceré spagnolo Luis de la Cerda fece lastricare Riviera di Chiaia ed impiantare una doppia fila di alberi alternata a tredici fontane per far ombra e riparare dal sole.
Nel 1778 Ferdinando IV di Borbone decise di ampliare questo giardino e diede incarico a Carlo Vanvitelli di progettare il Real Passeggio.
Il Parco Pubblico fu rinchiuso da cancelli di ferro verso la strada e, sull’esempio dei più famosi giardini francesi, l’area della villa fu divisa in cinque viali paralleli.
Nell’Ottocento Gioacchino Murat ampliò la villa, dalla Cassa Armonica fino all’altezza dell’Arco Mirelli, ispirandosi all’esempio dei giardini romantici inglesi.
Successivamente, poi, iniziò un lento, ma continuo declino che la fece divenire negli anni ’80 abituale dimora di emarginati.
L’Amministrazione Bassolino, certamente uno dei momenti più importanti della storia recente per la rinascita di Napoli, decise di riaprire agli utenti la Villa Comunale.
E così, dopo importanti lavori di bonifica e ristrutturazione affidati ai fratelli Francesco ed Alessandro Mendini, sotto la Direzione Lavori dell’Architetto Giuseppe Zampino, nel mese di Maggio del 1998 è stata riaperta al pubblico ed ora è frequentata quotidianamente da cittadini e turisti che cercano attimi di riposo, riflessione e svago sia d’estate che d’inverno grazie al clima particolarmente mite della città ed ai bellissimi scorci che da lì si possono ammirare.
Oltre a piante ed essenze veramente straordinarie, il parco è ricco di opere e manufatti che si offrono al piacere dei visitatori arricchendo i lunghi viali che lo compongono.
Vi sono otto Fontane: Oreste ed Elettra, Flora Capitolina, Fontana di Santa Lucia, Castore e Polluce, Quattro Leoni, Flora del Belvedere, Ratto delle Sabine, Ratto di Europa.
Numerose sono le statue di marmo: celebri sono la Statua del Fauno Suonatore e quella raffigurante Giovan Battista Vico.
Tra le costruzioni abbiamo: due splendidi tempietti di epoca ottocentesca contenenti i busti del Tasso e di Virgilio, la Stazione Zoologica, con annesso l’Acquario, che contiene 24 vasche in cui sono distribuite circa 200 specie di animali e vegetali marini presenti nel Golfo di Napoli.
Tra le opere che più attirano l’attenzione dei visitatori di Villa Comunale, c’è senza dubbio la cosidetta Cassa Armonica, pregevole costruzione in ghisa, ferro e vetro costruita nel 1877 durante l’ amministrazione del Duca di San Donato.
Tra le tante essenze presenti nella Villa, quelle predominanti sono il Leccio e l’Ippocastano e le piante classiche del paesaggio mediterraneo, quali il Pino di Aleppo (Pinus Halepensis), il Pino da Pinoli (Pinus Pinea) ed il Platano (Platanus Orientalis).
Non mancano specie esotiche, fra cui numerose palme (Phoenix Canariensis e Phoenix Dactylifera) e specie di origine subtropicale, quali l’Erithina, la Sterlizia, il Cocos e il Sobal.