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Il palazzo fu progettato nel 1493 dall’architetto ferrarese Biagio Rossetti, su commissione di Sigismondo d’Este, e fu terminato nella seconda metà del ‘500, mentre il portale è seicentesco.
Rimase una proprietà della famiglia Estense fino a quando lasciò Ferrara trasferendosi a Modena.
Prende il nome dagli 8.500 “diamanti” che compongono il bugnato marmoreo dell’originale rivestimento.
L’importanza di questo palazzo è dovuta, non soltanto alla sua particolare architettura, ma anche alla sua particolare ubicazione: infatti, è posto all’incrocio delle due arterie principali dell’Addizione Erculea.
Al piano terra, si trova la Galleria Civica di Arte Moderna, da tempo famosa in tutto il mondo per la qualità delle mostre in essa ospitate.
Al piano nobile, si trova la Pinacoteca Nazionale, i cui ambienti conservano tracce anche notevoli delle antiche fastose decorazioni.
Le collezioni pittoriche, qui ospitate, coprono un arco di tempo dal XIII al XVIII secolo e comprendono artisti come: Cosmè Tura, Cristoforo da Bologna, Vicino da Ferrara, Simone dei Crocifissi, Dosso e Battista Dossi, Garofalo, Girolamo da Carpi, Bastianino, Scarsellino, Carpaccio, Mazzolino, Bononi ed altri.
Il gruppo più importante di opere esposte appartiene a Sebastiano Filippi, detto il Bastianino, una figura di primo piano del manierismo ferrarese.
Nelle successive stanze che facevano parte dell’appartamento di Virginia de’ Medici, moglie dell’ultimo duca Cesare d’Este, si notano i soffitti a cassettoni sontuosamente dipinti che contenevano in origine quadri dei maggiori pittori dell’epoca.
Le tele furono purtroppo asportate dagli Estensi quando vendettero il palazzo ai marchesi Villa, nel sec. XVII.
Verso l’ingresso, si trova il Salone delle Feste, in cui si ammira il soffitto cinquecentesco in legno grezzo ed una raccolta di molti quadri di grandi dimensioni e, soprattutto, di importanti affreschi staccati.
Nel Palazzo è custodita la Collezione della Cassa di Risparmio di Ferrara, un’importante acquisizione avvenuta negli ultimi anni.
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