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A fine febbraio 2010 possiamo affermare che l'intervento sulla Basilica di S. Apollinare in Classe si è sviluppato inizialmente nel 2000 ed è stato successivamente aggiornato e modificato nei primi mesi del 2010.
Dettagli Intervento 2010
Nel 2010 si è pensato di installare al posto dei proiettori esistenti una nuova serie di proiettori, realizzati su nostro disegno, equipaggiati con LED (Light Emitting Diode) che consentono i seguenti vantaggi: risparmio di energia pari al 75% a parità di flusso luminoso emesso ed aumento della vita media ad oltre 70.000 ore. La temperatura di colore dei LED usati è di 3.200 K e la resa cromatica è 92/100. S. Apollinare in Classe risulta la prima Chiesa in Italia ad essere illuminata totalmente mediante proiettori a LED. L'impianto originario, realizzato nel corso dell'anno 2000, era stato realizzato utilizzando proiettori speciali con lampade dicroiche posti sulle travi di legno a quota +20 rispetto il piano di calpestio. Tale altezza, utile ai fini illuminotecnici per assicurare una ottima diffusione ed una assenza totale di abbagliamento, creava però problemi di manutenzione in considerazione anche al tipo di lampade usate.
Dettagli Intervento 2000
Per poter rispondere in maniera eccellente e completa alle esigenze di avere una illuminazione flessibile, in grado, cioè, di ottimizzare i differenti modi di utilizzo della Basilica (corretta lettura dei contenuti artistico/culturali per le visite turistiche, raccoglimento dei fedeli, festa del patrono, diverse liturgie, spettacoli di arte sacra, ecc.) abbiamo utilizzato, nella gestione e nel governo dell’illuminazione, il sistema di gestione computerizzata DigiLux VM3000®, in grado di controllare, attraverso un cavo di dialogo, tutte le sorgenti luminose (nella loro accensione, spegnimento, controllo e regolazione dell’intensità da 0 a 100). Il sistema d’illuminazione installato all’interno della Basilica è prevalentemente di tipo diretto, con un’illuminazione d’accento che va a sovrapporsi all’illuminazione generale d’ambiente. L’illuminazione dell’assemblea è stata realizzata installando sulla capriata della navata centrale proiettori equipaggiati con lampade alogene a bassissima tensione da 100 W con riflettore in alluminio a fascio medio e stretto, mentre l’illuminazione d’ambiente, di tipo morbido e diffuso, è stata ottenuta con i proiettori rivolti a terra. L’illuminazione d’accento va a valorizzare le due fila di colonne di marmo greco con i sovrastanti capitelli ed i medaglioni raffiguranti i vescovi ravennati, dal protovescovo Apollinare all’arcivescovo Cantoni, che s’ispirano alla serie dei Papi nella chiesa di San Paolo fuori le Mura a Roma e, contemporaneamente, si sottolineano, gli spazi interessati alla celebrazione. Nelle navate laterali una serie di lampade a bassissima tensione con parabola dicroica da 50 W illuminano lo spazio destinato alla deambulazione sottolineando gli innumerevoli sarcofagi marmorei presenti nonché, all’inizio della navata destra, uno scavo in un tratto di pavimento musivo originale del VI secolo, pavimento che si trova rispetto a quello attuale ad una profondità di 50 cm. I magnifici mosaici del presbiterio sono illuminati con lampade a bassissima tensione con parabola dicroica da 50 W installati sulle banchine delle finestre poste nell’abside.
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| Cenni Storici: |
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La basilica di S. Apollinare in Classe è situata a circa cinque km dal centro di Ravenna. La costruzione fu eretta nella prima metà del VI sec., finanziata da Giuliano Argentario, voluta dal vescovo Ursicino fu consacrata dall’arcivescovo Massimiano nel 549 d.C. e venne dedicata a S. Apollinare, primo vescovo di Ravenna. La facciata si presenta con un portico, sotto il quale vi sono marmi ed iscrizioni ricavate dalla chiesa. La porta maggiore ha gli stipiti e l’architrave di marmo greco. Sopra il portico si apre un’elegante trifora. Sulla sinistra della basilica si erge l’alto campanile cilindrico, databile dopo il IX sec. e che presenta una serie ascendente di feritoie, monofore bifore e trifore. L’interno è a tre navate e conserva ancora il fascino originario, con le due file di dodici colonne di marmo greco venate trasversalmente, sormontate da capitelli e pulvini e, soprattutto, con gli splendidi mosaici del presbiterio. Il catino absidale è completamente occupato dalla singolare raffigurazione di S. Apollinare con le braccia in posizione orante, in mezzo al suo gregge simboleggiato dalle dodici pecorelle in un vasto e rutilante prato fiorito sormontato da una figurazione simbolica della Trasfigurazione. Nella fascia superiore dell’arco al centro vi è un medaglione col ritratto aureolato del Cristo ed ai lati, in una coltre di nubi variopinte, vi sono i simboli alati degli Evangelisti. Numerosi sarcofagi marmorei (dal V al VIII sec.) sono dislocati lungo le navate consentendo una sguardo d’insieme pressoché completo sul rilievo funerario paleocristiano e sul suo svolgersi dalla plasticità e dal realismo dei primi sarcofagi alle rappresentazioni allegoriche con rilievo sempre più appiattito di quelli più tardi.
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