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| Intervento: |
| Il Complesso Benedettino di S. Vitale ospita al suo interno numerose funzioni, quasi tutte facenti capo alla Soprintendente per i Beni Ambientali e Architettonici di Ravenna. L’intervento consiste nella realizzazione degli impianti elettrici per la messa a norma e potenziamento dell’impianto di illuminazione del I°, II° e III° Chiostro, finalizzato alla valorizzazione architettonica di una parte estremamente pregevole sia per le forme architettoniche, sia per il suo offrirsi visibile alla città verso Largo Giustiniano, area di ingresso al Centro Storico fortemente connotata da flussi di cittadini e turisti. Il risultato è un impianto di illuminazione che assicura un buon controllo della zona circostante ai Chiostri e che, allo stesso tempo, permette una illuminazione gradevole delle architetture e delle epigrafi esistenti. L’impianto realizzato prevede l’utilizzo di proiettori equipaggiati con lampade alogene a parabola dicroica distribuite sui capitelli dei Chiostri in modo omogeneo. Tale filosofia ha permesso la creazione di un’illuminazione uniforme in ogni spazio ed inoltre, con l’utilizzo del sistema computerizzato, è possibile regolare l’intensità luminosa delle lampade (in funzione delle esigenze) ottenendo anche un considerevole risparmio energetico. |
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| Cenni Storici: |
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La presenza dei Benedettini in San Vitale risale alla fine del IX inizio del X secolo. Nel 1476 il convento, diminuito d’importanza, passò alla Badia benedettina di S. Giustina. Alla fine del XV secolo, inizio del XVI, l’intero complesso ormai in rovina fu modificato e subì nei secoli successivi, numerose trasformazioni sviluppandosi attorno a tre Chiostri, rinascimentali i primi due, settecentesco ed incompiuto il terzo. Il convento, diventato caserma nel 1776 a seguito della soppressione dell’ordine, ospita oramai dal 1909 la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici. A partire dal 1913-1914 è iniziata l’opera di sistemazione dell’intero complesso per adibirlo a sede del Museo Nazionale.
Il Museo Nazionale accoglie importanti collezioni di arti minori tra cui alcune stele sepolcrali ed epigrafi, diversi reperti archeologici, una collezione di stoffe (da quelle copte a quelle rinascimentali), una pregevole raccolta di avori, una ricca raccolta di icone, una sezione numismatica ed una affascinante collezione di armi antiche. All’interno del Museo è inoltre situato il ciclo degli affreschi trecenteschi di Santa Chiara che ornava la chiesa delle Clarisse di Ravenna, oggi teatro Rasi. Inoltre nel Museo sono collocati i mosaici pavimentali del complesso archeologico di via d’Azeglio, rinvenuti nel 1993 nel corso di lavori di ristrutturazione di un edificio ed esposti, a seguito di un accurato lavoro di restauro, a partire dal 1995.
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