2004 Bologna: S. PETRONIO

Intervento:

Il sistema d’illuminazione installato all’interno della Basilica, garantisce un’illuminazione d’ambiente morbida, soffusa con delicate accentuazioni sulle membrature architettoniche, sugli elementi di pregio artistico e sulle componenti devozionali legate alla liturgia.

Per raggiungere tali obbiettivi sono state installate lungo la navata centrale, sopra ai capitelli, delle speciali strutture equipaggiate con lampade alogene a parabola dicroica da 50 W, orientate nella massima parte verso le volte del soffitto ed, in alcuni casi, verso gli elementi storici, artistici e sacri.

Per le attività strettamente legate alle esigenze dell’assemblea e per le attività di servizio, è stata realizzata un’illuminazione diretta dalle volte, mediante lampade a scarica di tipo mastercolour da 70 W con riflettore a fascio stretto, che offrono una tonalità di luce bianca calda simile a quella delle lampade dicroiche utilizzate per l’illuminazione indiretta.

Analoga soluzione è stata utilizzata sulle navate laterali con la differenza che l’illuminazione diretta è stata realizzata con proiettori, posti sopra le volte, equipaggiati con lampade a scarica di tipo master colour da 35 W con riflettore a fascio medio.

L’illuminazione delle cappelle, per le quali sono state utilizzate particolari strutture equipaggiate con lampade dicroiche da 50 W, è morbida e soffusa sulle pareti e sulla volta di copertura e presenta alcune accentuazioni sugli elementi legati alle celebrazioni, sulle componenti devozionali e sui particolari di rilievo artistico e storico.

La volta e le pareti dell’abside sono illuminate grazie a proiettori muniti di lampada alogena a bassissima tensione da 50 W, installati su apposite strutture collocate sui capitelli e dietro le paraste che segnano l’inizio dell’abside stessa.

Anche per l’illuminazione degli elementi centrali della celebrazione è stata utilizzata la medesima soluzione intervenendo, di volta in volta, sull’angolo d’apertura dei fasci luminosi.

Per rendere tutto il sistema d’illuminazione versatile e flessibile in grado, cioè, di adeguarsi ai diversi bisogni ed ai diversi modi d’uso, abbiamo utilizzato il nostro sistema di gestione computerizzata, DigiLux VM3000®, che, attraverso un cavo dati, controlla e gestisce tutte le sorgenti luminose (nella loro accensione, spegnimento, controllo e regolazione dell’intensità).

Cenni Storici:

Su quello che è da sempre il centro politico ed economico della città, la Piazza Maggiore, il risorto Comune, nel 1338, volle che si prospettasse la facciata della nuova basilica che aveva deliberato di costruire.

Il 7 giugno 1390, dopo numerose demolizioni, si poneva solennemente la prima pietra sotto la direzione di Antonio di Vincenzo.

Nel decennio 1392÷1401 si costruirono la facciata ed i fianchi per le quattro cappelle per parte e per la lunghezza delle prime due campate.

Si coprirono a volte le due campate minori ed a capriate in legno la navata maggiore e si eresse un’abside provvisoria.

La terza campata fu eretta negli anni 1441÷1446 e, nel 1447÷1450, la quarta campata con le conseguenti navi minori e cappelle laterali.

Alla fine del ‘400 si completarono le cappelle e fu eretto il campanile presso l’undicesima (l’ultima) di destra.

Il transetto coronato dalla cupola, dopo diversi progetti grandiosi e relativi ridimensionamenti, fu affrontato e risolto soltanto fra il 1653 e il 1663.

Rinunciando ad ogni impossibile ampliamento, si costruì una grande abside semicircolare e, nella campata che la precede, furono ricavati il grande coro, gli organi e le cantori.

All’imbocco della campata stessa, preceduto da una doppia scalinata, fu collocato l’altare maggiore sovrastato da una grande tribuna su quattro colonne marmoree.

All’ingente patrimonio artistico accumulato nella basilica nei primi tre secoli della esistenza, l’età barocca aggiunse un apporto notevole di opere e di rifacimenti.

Oggi, chi entra nella basilica petroniana non può non trattenere un’impressione di stupore, dovuta, non soltanto alle proporzioni grandiose e ciclopiche, quanto alla severa ed, allo stesso tempo, calda policromia realizzata dall’alternarsi del rosso delle membrature di sostegno con il bianco delle cortine murarie che sottintende l’impiego dei due materiali da costruzione più diffusi a Bologna: il mattone in cotto e la calce.

La luce entra prepotentemente da ogni parte, misurata da grandi finestroni rotondi delle navate e dalle lunghe polifere delle cappelle laterali.

Agevolata dall’insolito orientamento nord/sud della basilica, la luce si spande con uniformità in ogni parte del grande spazio, producendo discrete ombre leggere che lasciano delicatamente percepire volumi e profondità.

Così, l’imponenza e il verticalismo gotici della struttura si allontanano dall’austerità oscura dei modelli nordici per assumere un timbro più caldo e leggero, espressione di una forza più rassicurante che minacciosa.

 
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