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Su quello che è da sempre il centro politico ed economico della città, la Piazza Maggiore, il risorto Comune, nel 1338, volle che si prospettasse la facciata della nuova basilica che aveva deliberato di costruire.
Il 7 giugno 1390, dopo numerose demolizioni, si poneva solennemente la prima pietra sotto la direzione di Antonio di Vincenzo.
Nel decennio 1392÷1401 si costruirono la facciata ed i fianchi per le quattro cappelle per parte e per la lunghezza delle prime due campate.
Si coprirono a volte le due campate minori ed a capriate in legno la navata maggiore e si eresse un’abside provvisoria.
La terza campata fu eretta negli anni 1441÷1446 e, nel 1447÷1450, la quarta campata con le conseguenti navi minori e cappelle laterali.
Alla fine del ‘400 si completarono le cappelle e fu eretto il campanile presso l’undicesima (l’ultima) di destra.
Il transetto coronato dalla cupola, dopo diversi progetti grandiosi e relativi ridimensionamenti, fu affrontato e risolto soltanto fra il 1653 e il 1663.
Rinunciando ad ogni impossibile ampliamento, si costruì una grande abside semicircolare e, nella campata che la precede, furono ricavati il grande coro, gli organi e le cantori.
All’imbocco della campata stessa, preceduto da una doppia scalinata, fu collocato l’altare maggiore sovrastato da una grande tribuna su quattro colonne marmoree.
All’ingente patrimonio artistico accumulato nella basilica nei primi tre secoli della esistenza, l’età barocca aggiunse un apporto notevole di opere e di rifacimenti.
Oggi, chi entra nella basilica petroniana non può non trattenere un’impressione di stupore, dovuta, non soltanto alle proporzioni grandiose e ciclopiche, quanto alla severa ed, allo stesso tempo, calda policromia realizzata dall’alternarsi del rosso delle membrature di sostegno con il bianco delle cortine murarie che sottintende l’impiego dei due materiali da costruzione più diffusi a Bologna: il mattone in cotto e la calce.
La luce entra prepotentemente da ogni parte, misurata da grandi finestroni rotondi delle navate e dalle lunghe polifere delle cappelle laterali.
Agevolata dall’insolito orientamento nord/sud della basilica, la luce si spande con uniformità in ogni parte del grande spazio, producendo discrete ombre leggere che lasciano delicatamente percepire volumi e profondità.
Così, l’imponenza e il verticalismo gotici della struttura si allontanano dall’austerità oscura dei modelli nordici per assumere un timbro più caldo e leggero, espressione di una forza più rassicurante che minacciosa.
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