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La Chiesa di S. Eusebio è situata in Piazza Diaz, nel rione Cajello. Memorie scritte, relative all’antico Vicus di Cajello, si hanno in un documento dell’anno 820 d.C. ed in un testamento longobardo dell’anno 842.
La Chiesa di S. Eusebio fu visitata nel 1455 dal Cardinale Gabriele Sforza e, nel 1570, da S. Carlo Borromeo il quale vi trovò due altari ed una campana senza, però, il campanile.
Dettagliate descrizioni si hanno, tuttavia, solo in occasione delle visite pastorali dei Cardinali Federigo Borromeo, nel 1622, e di Giuseppe Pozzobonelli, nel 1750, che attesta un primo ampliamento della chiesa, ancora ad unica navata.
In seguito, la chiesa venne completata con la costruzione di una bella ed armoniosa cupola, tra la navata centrale ed il presbiterio.
Fondamentale fu la ristrutturazione della chiesa, su tre navate prive di transetto, che portò, il 14 agosto 1926, ad una nuova consacrazione, celebrata da Mons. Giovanni Rossi, Vicario Generale della Diocesi.
Agli anni 1925-26, risale anche la decorazione affidata a Pietro ed Antonio Pagani di Arluno, per la parte decorativa, ed a Luigi Gambini di Alessandria, per la parte figurativa, con vari affreschi raffiguranti episodi della vita di Gesù.
All’interno della chiesa si segnalano:
• l’altare maggiore, in marmi policromi, nella classica tipologia a tempietto con angeli adoranti, sculture lignee settecentesche;
• nel sepolcreto sono poste le reliquie dei Santi Felice e Feliciano;
• nel presbiterio gli affreschi di Luigi Gambini, raffiguranti La preghiera di Gesù nel Getzemani, a destra, e Gesù che accoglie i bambini, a sinistra;
• le quattro vele della cupola, raffiguranti gli Evangelisti, sempre affrescati dal Gambini;
• la nuova Mensa Eucaristica;
• gli altari dell’Addolorata e di S. Eusebio, con statue lignee del ‘700;
• le vetrate policrome ed antichi stendardi.
Sulla facciata della chiesa sono situati:
• nella lunetta sopra il portale d’ingresso, un affresco del ‘700 raffigurante S. Eusebio;
• ai lati, due affreschi, sempre del ‘700, raffiguranti S. Carlo e S. Ambrogio ed una serie di archi in mattoni a vista. |