|
Il Santuario domina dalla sua posizione tutto il territorio circostante invitando alla contemplazione del panorama anche il più distratto visitatore o pellegrino.
La prima pietra fu posta nel 1607, lì, dove venne rinvenuta un’antica immagine della Madonna con Bambino risalente al periodo delle persecuzioni ordinate nel 250 d. C. dall’Imperatore Decio contro la comunità cristiana locale.
L’opera venne completata nel 1628 con la collocazione dell’Altare Maggiore, la cui esecuzione ebbe inizio nel 1618 su disegno dell’architetto G. Rossini e che fu realizzato a Bensançon e Roma.
Esso si compone di 24 tipi diversi di marmi rari, con due colonne in stile corinzio di marmo africano che delimitano l’edicola sormontata da un timpano spezzato.
Nel 1626 l’altare fu eretto nel Santuario a cornice dell’antico muro che custodisce in una nicchia il prezioso ed antico affresco circondato da una magnifica tela rappresentante una gloria di Angeli attribuita al Cavaliere d’Arpino.
Degna di nota è la facciata opera di Raffaello Franco, ripartita su due ordini, in mattoni con cornici in pietra locale.
Curiosa è la presenza di due rami di cipresso, lì, inchiodati in occasione dell’inaugurazione e mai più tolti grazie ad un prodigio che ha permesso loro di attecchire e germogliare ogni anno, ormai da secoli, senza modificarne le dimensioni.
L’impianto planimetrico, a navata unica con cappelle laterali, si conclude alle spalle dell’Altare Maggiore con un’abside semicircolare ed è sormontato da una volta a botte lunettata.
L’interno, perfettamente conservato, è caratterizzato da stucchi ed affreschi di sicuro pregio per la realtà locale. |