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Nel luglio 1586 il cardinale di Cremona Nicolò Sfondrati, che diventerà papa nel 1590, col nome di Gregorio XIV, aveva ricevuto l´incarico, per il trasferimento della Prepositura da Parabiago a Legnano, di condurre un´inchiesta sullo stato delle anime e sui luoghi di culto dell´intera plaga.
In quell’occasione, lo Sfondrati non trascurò di segnalare l´esistenza della chiesa della Purificazione della Beata Vergine e della sua elevazione a cappellania, un privilegio questo legato ad una precedente determinazione papale, che risale a Paolo III, Alessandro Farnese.
Questi aveva infatti concesso, con una bolla datata 15 dicembre 1541, ad Andrea Moroni i benefici già tenuti dal defunto Melchiorre Bossi, designandolo cioè rettore della cappellania di Santa Maria della Purificazione.
Sull´antica strada carrata che da Milano conduceva verso i confini francesi, tra le dimore dei conti Corio e le proprietà del cavaliere Andrea Lampugnani, esisteva, già da oltre un secolo, una piccola chiesa che fu ricostruita totalmente nel 1603 per volontà dell´arcivescovo di Milano, cardinale Federico Borromeo.
La chiesetta della Purificazione, dalle linee graziose e il caratteristico portico e cancellata in ferro, è ancor oggi esistente e annessa all´Istituto delle suore Canossiane Barbara Melzi, ma ha assunto una nuova dedicazione a Santa Rita.
Così, per oltre 350 anni, la chiesa della Purificazione fu utilizzata come chiesa parrocchiale, divenendo Parrocchia del vasto rione di Legnanello a pieno titolo dal 14 agosto 1898.
All´inizio del XX secolo, l´allora parroco don Gerolamo Zaroli con i cospicui contributi di donna Barbara Melzi, del cardinale Ferrari e dei maggiorenti della parrocchia, decise di iniziare i lavori per dare al popolo di Legnanello una degna chiesa.
Il progetto fu affidato all´architetto Cecilio Arpesani di Milano e la prima pietra fu posta il 26 maggio 1901. I lavori procedettero spediti tanto che il 30 novembre dell´anno successivo lo stesso cardinale Ferrari venne a consacrarla.
La chiesa in stile romanico-lombardo, a forma di basilica, è a tre navate. Nel catino dell´abside fa da sfondo all´altare maggiore la trasfigurazione di Cristo sul monte Tabor, su sfondo oro in finto mosaico, opera del pittore Ernesto Rusca di Milano. Tra una navata e l´altra si allineano due file di colonne in granito sui cui capitelli sono decorati i simboli della cristianità.
Pregevoli sono gli affreschi, affidati ad Eugenio Cisterna, ed eseguiti sul fronte del presbiterio e sul fronte interno della facciata.
Il primo rappresenta il peccato, la legge, la redenzione; il secondo, l´omaggio dei santi all´agnello immacolato.
Anche le decorazioni della chiesa sono opera del Cisterna.
Degne di nota anche la via Crucis in bronzo, modellata da un valente artista e le vetrate colorate, imitanti l´alabastro, delle finestre, tutte ad arco tondo superiore.
A ricordo della precedente parrocchiale della Purificazione, una grande tela dipinta dai fratelli Giambattista e Francesco Lampugnani nel 1635 fu trasferita nella nuova chiesa dedicata al Santo Redentore.
I due artisti ripresero nel dipinto le tematiche delle scene raffigurate da Bernardino Lanino nella cappella maggiore di San Magno. L´altare maggiore, opera dello scultore Angelo Colombo, così come l´imponente pulpito, in marmo di Carrara, hanno motivi bizantini derivati dalle basiliche di Ravenna e di Sant´Ambrogio di Milano.
Il gusto imitativo dello stile romanico influenzò anche l´impostazione delle transenne in marmo traforato e l´altare in tarsia bianca e blu.
Questo tempio ha un altro elemento comune con la chiesa milanese di S. Ambrogio: il campanile quadrato ha forme architettoniche che ricordano appunto quelle della basilica del patrono di Milano.
L´esterno della chiesa è estremamente originale, giocato con mattoni a vista e pietra di serizzo, con spigoli delle murature e lesene principali, tutti ornati di pietre angolari che alleggeriscono e abbelliscono le linee architettoniche dello edificio dandogli un tocco medievale.
Sulla sinistra del corpo principale della chiesa, un edificio ottagonale era adibito in origine a fonte battesimale.
Le ultime opere artistiche di abbellimento della chiesa del Redentore, realizzate nel 1923 nel 25° anniversario di fondazione della parrocchia, sono i quattro mosaici nelle lunette sui portali della facciata e del battistero, eseguiti su cartoni del pittore Aldo Carpi.
Di notevole pregio sono pure gli artistici mobili, donati dal comm. Fabio Vignati, intagliati in quercia lucidata e con motivi medievali.
Grazioso, infine, il porticato che unisce la sacrestia alla casa parrocchiale, che dà all´ambiente un´aria di chiostro conventuale, un elemento in più che conferisce alla chiesa di Legnanello, un sapore di antica basilica, pur essendo stata realizzata nel XX secolo. |