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La FIA lo approvò e, fin dalle prime gare del Campionato mondiale del 1989, tutti i circuiti vennero invitati ad adeguare i loro impianti alle nostre norme tecniche.
Fu questo, per noi, motivo di grande soddisfazione perché ci fece capire come le nostre idee e la nostra tecnologia
venissero riconosciute a livello internazionale ed in un ambito così prestigioso e difficile dal punto di vista tecnologico.
Durante tutti questi anni abbiamo realizzato moltissimi sistemi che ancora oggi vengono utilizzati dalla FIA: il controllo delle vetture di F.1 durante il loro rientro ai box, il rilevamento dei dati meteoclimatici del circuito, la trasmissione dati all’interno degli autodromi, ecc.
Fu nostra l’idea di separare il timing dal computing dei dati, cosa questa che risultò rivoluzionaria per quei tempi e che fece sì che tutti gli elaboratori dei dati venissero, da quel momento in poi, installati su appositi autocarri e non più nella torre della Direzione Gara.
Ultimo nostro progetto è il sistema di segnalazione luminoso DigiFlag® in sostituzione delle bandiere normalmente usate dai Commissari di Pista.
Il DigiFlag® è stato da noi brevettato ed approvato dalla FIA che, nel 2001, ha modificato il regolamento internazionale per consentire la sostituzione delle vecchie bandiere con pannelli luminosi regolati da un unico computer posto nell’ufficio della Direzione Gara.

Nel corso degli anni di lavoro con il mondo della Formula Uno abbiamo realizzato per conto di Olivetti i monitori per la visione dei tempi da parte dei piloti durante le prove di qualificazione.
Oltre ad avere determinato le regole per la normalizzazione di tutti gli autodromi di F.1 abbiamo progettato e realizzato gli impianti tecnologici in alcuni autodromi: Imola, Mugello, Misano, Vallelunga, Magny-Cours, Spa Francor-Champs.

Questo per quanto riguarda la F.1 perché le altre nostre applicazioni di elettronica e telecomunicazioni sono state utilizzate anche in altri sport quali l’Off-Shore, lo Sci, il Ciclismo ed il Motociclismo.

L’esperienza maturata in circa 10 anni di lavoro presso la migliore impresa di illumina-zione pubblica in Italia ci ha consentito di utilizzare in questo settore un approccio diverso da quello di tutti gli altri nostri concorrenti.

Innanzitutto, abbiamo sempre cercato di valorizzare i luoghi che dovevamo illuminare facendo un uso intelligente della luce.
Infatti, ancora oggi, per molti illuminare vuol dire innondare di luce la facciata di un palazzo o di un luogo.
Per noi, invece, illuminare vuol dire far vivere un monumento, una piazza, una chiesa e, per far ciò, utilizziamo solamente la giusta quantità di luce, lasciando vivere anche il buio, naturale complemento della luce stessa.

 
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