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Tra i nostri indelebili ricordi avremo sempre l’immagine di Enzo Ferrari quando, dopo l’incidente, incontrò Didier Pironi, l’altro pilota della Scuderia Ferrari, mentre stavamo provando a Fiorano.
Noi ci facemmo da parte raccogliendo le nostre apparecchiature e smettemmo di lavorare tutti pervasi da una profonda commozione.
Al posto di Villeneuve venne Renè Arnoux che, subito, disse di voler un sistema che, invece, lo potesse far parlare con i propri tecnici ai box.

Così, ricominciammo la sperimentazione e, nei primi mesi del 1985, firmammo l’accordo che ci diede il titolo di Fornitori Ufficiali di Sistemi di Telecomunicazione della Squadra Corse Ferrari che, tra l’altro, ci impegnava a fornire assistenza alla Scuderia per tutte le gare del Campionato Mondiale F1.

E così è stato fino al 1995 quando vendemmo alla Ferrari tutte le nostre apparecchiature, mentre l’assistenza alle corse venne, da allora, espletata dai tecnici della Magneti Marelli che, per altri motivi, erano sempre presenti sui circuiti.
Durante tutti quegli anni abbiamo sviluppato apparecchiature e sistemi, alcuni da noi brevettati, rivolti non solo a favorire le comunicazioni tra le vetture di F.1 ed i box, ma anche per aumentare la sicurezza e la funzionalità degli autodromi.

Nel settore delle radio F.1 i nostri Clienti sono state le altre scuderie italiane, prima fra tutte la Minardi, eppoi la Scuderia Italia ed altre piccole scuderie, in qualche modo scomparse dalla scena, mentre nel settore della tecnologia applicata agli autodromi, i nostri principali Clienti sono stati l’Olivetti, l’Associazione Costruttori F.1 (FOCA) e la Federazione Internazionale della Automobile (FIA).

Fu un inizio casuale: girando sempre per la Scuderia Ferrari ci chiedevamo come mai non si fosse pensato di adeguare gli impianti di tutti i circuiti internazionali in modo che noi tecnici potessimo trovare tutti gli autodromi di F.1 nel mondo cablati allo stesso modo per non dover tutte le volte impazzire con le nostre apparecchiature.

Nel Novembre del 1987, prendemmo il coraggio a due mani e, dopo aver bussato alla porta dell’ufficio di Bernie Ecclestone nel Paddock di Adelaide in Australia, gli esponemmo le nostre perplessità su tali mancanze.

Molto francamente ci disse di non averci mai pensato prima e ci propose di preparare un progetto per l’unificazione degli impianti tecnologici in tutti gli autodromi del mondo.

Nel corso del 1988 preparammo il progetto per l’unificazione e la standardizzazione degli impianti tecnologici e per la razionalizzazione di tutti i flussi di informazione presenti in un circuito di F.1 durante la settimana del Gran Premio.

 
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